Impariamo a modellare le animazioni adattando la numerosità dei keyframes per ammorbidire la variazione spaziale o temporale.

Per fare questo partiamo da un’animazione ottenuta in automatico, ad esempio da una conversione da espressione come visto in questo articolo.

Nell’esempio abbiamo ottenuto un’animazione di posizione. La conversione da espressione ha inserito pertanto un keyframe in ogni fotogramma.

Come risultato di questa abbondanza di keyframes potremo notare dei movimenti rapidi e piuttosto bruschi del nostro livello all’interno della composizione.

Il nostro obiettivo è quello di rendere più morbido e meno nervoso il movimento. Possiamo ottenere tutto questo riducendo il numero di fotogrammi chiave presenti nella nostra animazione.

Ci viene in aiuto un pannello specifico: Morbidezza (Smoother). Apriamolo all’interno della nostra interfaccia.

    Il pannello ha una struttura molto semplice e piuttosto intuitiva.

    Innanzitutto dobbiamo scegliere se applicare l’effetto di riduzione keyframes al grafico temporale o al tracciato spaziale.

    Siccome stiamo lavorando su un parametro di posizionamento nel piano (o nello spazio) scegliamo tracciato spaziale.

    Negli altri casi la selezione sarà limitata al solo grafico temporale (in quanto verrà “addolcita” la variazione nel tempo).

    Lasciamo la tolleranza al valore uno (default) e chicchiamo su Applica. Noteremo un diradamento dei fotogrammi chiave e una maggior morbidezza nel movimento.

    Aumentando il valore di tolleranza la riduzione di keyframes sarà maggiore e l’effetto risulterà accentuato. I movimenti saranno più regolari e controllati.

    Esagerando e portanto la tolleranza a valori elevati (nel nostro caso a circa 300) saremo in grado di controllare facilmente i pochi fotogrammi chiave rimasti agendo in maniera chiara e precisa sulle curve di bezier.

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