Se siamo abituati a creare più revisioni di uno stesso file di output proviamo ad abituarci ad utilizzare correttamente i token, ovvero i suffissi applicati al nome del file.

Inseriamo in coda di rendering la nostra composizione.

Possiamo vedere che il nome del file di default coincide col nome della composizione (nel nostro caso col nome “Compositing”).

Ora apriamo il menu a tendina di “Output in” (Output to) e scegliamo Nome composizione e data/ora (solo su CC 2017).

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Lanciamo il rendering e vedremo che sul nome del nostro file sarà applicato un token con la data e l’ora esatta di esportazione, facile da identificare e da catalogare.

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Questo ci permette di evitare la numerazione progressiva degli output basati sul nome della composizione e di essere più precisi in merito al giorno, ora e minuti esatti dell’esportazione. 

Possiamo anche customizzare il nostro token inserendo ad esempio il codec utilizzato. Avremo delle revisioni personalizzate in base alle informazioni di nostro interesse.

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E’ possibile salvare il nostro token personalizzato per richiamarlo velocemente quando lo desideriamo.

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Se utilizzati correttamente, i token permettono di gestire i nostri output in funzione del nostro modo di lavorare anche e soprattutto dal punto di vista organizzativo.

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