Con After Effects CC 2019 possiamo utilizzare il 3D nativo per emulare la messa a fuoco di una camera sfruttando la prospettiva data dall’asse z.

Per descrivere l’effetto utilizziamo come al solito un esempio.

Partiamo da una composizione con all’interno tanti livelli di testo (uno per carattere) per formare una parola di senso compiuto (nel nostro caso la parola CLOUDS).

Convertiamo tutti i livelli di testo in livelli 3D e li posizioniamo ordinatamente su diversi valori di profondità (asse z).

Quindi inseriamo un livello di sfondo in 2D.

 

After Effects Café
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Facciamo una modifica alla composizione ruotando di 45° ogni carattere sull’asse y (asse verticale).

 

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Attiviamo il render Cinema 4D e modifichiamo la geometria dei caratteri inserendo un po’ di profondità (estrusione).

 

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Prima di applicare l’effetto profondità di campo occorre riunire in una precomposizione tutti i livelli di testo.

Quindi selezioniamo tutti i livelli che formano la parola CLOUDS, clicchiamo sul tasto destro del mouse e selezioniamo Precomposizione.

 

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Applichiamo l’effetto Profondità di campo (Depth of field) alla precomposizione.

 

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All’interno del pannello controllo effetti comparirà l’effetto Profondità di campo (Depth of field) con una serie di controlli.

Analizziamoli uno ad uno.

Il primo parametro è il piano focale: rappresenta la distanza (sull’asse z) della messa a fuoco della camera virtuale (creata dall’effetto Profondità di campo).

Di default questo valore è pari a 0 (quindi sull’origine dell’asse z) ma nel nostro esempio dovrà variare all’interno del range di valori di z entro i quali abbiamo posizionato i nostri caratteri.

Per questo fissiamo il piano focale al valore 5900.

 

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Non notiamo però nessun effetto all’interno della composizione. Tutto è perfettamente a fuoco.

 

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Questo perché dobbiamo indicare l’intensità di sfocatura quando siamo al di fuori dell’area di messa a fuoco (profondità di campo).

A tal fine impostiamo il valore di Raggio massimo. Andiamoci pesante fissandolo al valore 10.

 

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Tutto il testo apparirà fuori fuoco, con la medesima intensità.

 

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Perché succede questo? Per il semplice motivo che lo “spessore” della profondità di campo sul piano focale è pari a zero. Quindi non c’è nessuna area di messa a fuoco.

Questo “spessore” è fissato dal parametro Spessore piano focale.

Portiamolo ad un valore elevato in modo da mettere a fuoco un paio di caratteri.

 

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L’ultimo parametro chiama Deviazione focale e stabilisce quanto rapidamente i caratteri escono dalla messa a fuoco quando si allontanano dal piano focale. Portiamo al valore massimo pari a 100.

 

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Ora per osservare un effetto tipico (dato dalla variazione di messa a fuoco) animiamo il parametro piano focale

 

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